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Il tango
Il Tango è un sentimento
da Eliette Benazzi, 2009
In uno squallido ufficio le cui pareti ingiallite dal tempo sono guarnite soltanto da un semplice calendario, la bionda Marisella (36 anni), dal viso pallido e stanco, sta fissando lo schermo del computer posto su una vecchia scrivania. Entra con passo pesante il suo capo, un uomo sulla sessantina affetto da calvizie con degli occhiali dalle spesse lenti, un personaggio dall'aria vetusta quanto il suo locale, (Mari sella in cuor suo lo chiama il fossile") il quale le butta un plico sul tavolo soggiungendo con fare scorbutico::
Mi prepari queste fatture, io vado di là da un cliente, fra un'ora vengo a ritirarle.-
Più tardi, Marisella si è abbandonata con la testa sprofondata tra le braccia posate sul tavolo della sua modesta cucina. Poi alza il capo e borbotta:
-Chi me l'ha fatto fare di venire in una città sconosciuta per fare un lavoro così scipito! Quanto mai!. .. Mah, vediamo se c'è della posta ... anche se di solito non c'è mai niente ... -
Si alza languidamente e si trascina verso la buca lettere:
-Oh, un giornale ... vediamo quali brutte notizie ci sono oggi ...
Comunque, contenta di avere un diversivo, si rimette in cucina a leggere il giornale. Sfogliandolo si ferma:
-Ah, ecco la pagina con le inserzioni; chissà se c'è qualche offerta di lavoro, la speranza di poter trovare qualcosa di meglio è l'ultima a morire .... ma guarda un po': "Anziana signora con molteplici interessi, cerca dama di compagnia per qualche ora alla settimana"..... perché no? se ha tanti interessi non sarà una vecchia noiosa, forse mi cambierebbe un po' le idee ... di già che c'è il numero di telefono potrei provare subito a telefonarle.-
In un salottino arredato con dei mobili antichi, una signora dai capelli bianchi sta seduta su una sedia a rotelle, mentre Marisella le sta di fronte in una poltrona. La signora racconta :
-Sa, io sono argentina e ho passato tutta la mia gioventù a Buenos Aires; ma dopo sposata, siccome mio marito era svizzero, siamo venuti ad abitare qua. Ma ora sono già dieci anni che è morto, ed io, come vede, sono ormai immobilizzata.-
Poi la signora le chiede di mettere un disco. È il tango "Caminito" ed ecco che la signora comincia ad accompagnare il ritmo della musica con dei gesti armoniosi delle braccia e delle mani, che la sua esile personcina riesce ancora ad eseguire con grazia.
-Vede, il tango è più che solo un ballo, è un sentimento. Sapesse quanto l'ho ballato ai miei tempi!-
-Doveva essere stato davvero bello!Marisella affascinata.
-Ma lei sa che adesso il tango così come era conosciuto da noi, è ritornato in voga e si balla persino in tutto il mondo? Dovrebbe impararlo anche lei.-
-Ma dove lo imparo, non siamo mica in Argentina!-
-So che ci sono dei corsi dappertutto, anche qui., perché non va a fare un corso?-
-lo, prendere un corso di ballo alla mia età?!-
-Cosa c'entra? Lei è ancora agile, e a questi corsi so che ci va gente di tutte le età, vada almeno
una volta a vedere ... -
In una palestra con ampi specchi, una mezza dozzina di coppie si muove al ritmo di un tango di Pugliese sotto la guida dei giovani maestri Paolo e Carola. Marisella, dalla panchina dove sta seduta, li osserva notando che effettivamente c'è non solo chi è più giovane di lei, ma anche chi ha i capelli bianchi, o ... chi non ne ha del tutto. Poi Paolo sì avvicina a Marisella:
Su, prova anche tu. E la prende spiegandole i passi di base che ella prova titubando .. Poi Paolo si rivolge alla classe annunciando:
-Scambio coppie!-
Ma c'è chi fa lo gnorri.
_Eh, voi due, non avete sentito che si cambia?
-Ma noi vogliamo rimanere insieme- arriva la protesta.
E Paolo:
-Imparare a ballare con partner diversi fa parte del nostro programma. Potete ballare tra voi due tutto il resto del tempo:-
E Carola li separa rimescolando di nuovo le coppie, mentre Paolo richiama uno dei ballerini:
- Tu, Bruno, che sei già esperto, vieni qua ad aiutare la Marisella che è qui per la prima volta.
Ed eccola a provare un passo dopo l'altro sotto la guida di Bruno.
-Bene, vai bene così, però non guardare i piedi ... - l'ammonisce questo.
Nel salottino della signora argentina, Marisella sta versando del tè mentre stanno sedute ad un tavolino ovale coperto da una tovaglia di pizzo. .
-Mi fa proprio piacere, signorina Marisella, che lei si sia decisa di frequentare questo corso.-
-Oh, non so come ringraziarla, ora la mia vita ha trovato un senso! E poi il piacere che mi dà questa attività mi dà una carica che mi aiuta a sopportare anche il mio lavoro e quell'insulso di un mio principale! In più, sa cosa ha detto Paolo, il nostro maestro? Che ogni anno si reca con un gruppo di allievi a Buenos Aires per dei corsi speciali. Per ora non mi posso ancora permettere di andarci, ma voglio risparmiare per poterei andare un altr'anno.
-Brava, però in questo caso le consiglierei di imparare un po' di spagnolo. Potrei insegnarglielo io, così lo imparerebbe come viene parlato da noi. Non ha che procurarsi un libro. -
Questa volta Marisella è sola in palestra con Paolo e Carola.
-Hai fatto bene a deciderti di prendere qualche lezione privata; più sarai preparata, più ti potrai divertire durante il tuo soggiorno in Argentina; almeno quando verrai con noi alle "Milonghe" potrai ballare anche tu! -
Le dice Paolo. Quindi inizia la lezione.
Ella balla con Paolo, mentre Carola la osserva.
-Non buttarti col peso in avanti, devi mantenere il tuo equilibrio,- osserva Paolo. A. questo punto interviene Carola a correggerla. A poco a poco Marisella va migliorando.
Di nuovo nel salottino, Marisella trae dalla borsa il suo nuovo libro di spagnolo.
-Benissimo. Di già possiamo iniziare subito la lezione. Però per semplificare l'apprendimento propongo di darci del tu. lo mi chiamo Margarita.-
-Oh, ma signora Margarita, lei mi dia pure del "tu", me io a lei non posso .. -
-Come vuoi, ma almeno chiamami semplicemente Margarita, sai, noi argentini non facciamo tante complicazioni.- .
Buenos Aires.
Marisella ha una camera presso una famiglia. La padrona di casa conduce Marisella a vedere la Boca, il quartiere colorato presso il porto. Sulla facciata di una strana casa alta e stretta Marisella nota la scritta "Caminito", la quale le ricorda la sua prima visita da Margarita, e decide quindi di mandarle una cartolina del luogo.
Proseguono poi con un bus il cui interno è guarnito dalle più curiose decorazioni, verso il quartiere di S. Telmo, dove si trovano subito immerse in un enorme mercato . Le vie e le piazze tra le bancarelle vengono animate da tanti personaggi che si esibiscono con varie attrazioni. Su una piazzetta un ballerino alto e bruno, conosciuto da tutti come El Indio, sta dando uno spettacolo di tango con la sua ballerina. Tra gli spettatori si intravedono anche Paolo e Carola con alcuni compagni. Dopo' l'esibizione i due si avvicinano all'Indio; dagli abbracci si vede che sono vecchi amici. Marisella si unisce al resto della compagnia che si trova pure tra i presenti, e viene presentata ai due ballerini, mentre ella presenta "gli altri la sua accompagnatrice.
In un piccolo locale che serve da palestra, El Indio sta dando una lezione privata a Marisella. Mentre si lascia guidare, ella si rende conto con sorpresa di non dover più pensare ai passi, ogni movimento le viene spontaneo, volteggiando si sente leggera come una piuma... ora "riesce perfino ad esprimere il sentimento che la musica le infonde.. .. si, ora sta veramente SENTENDO quello che Margarita aveva cercato di spiegarle sul Tango; le sembra di sognare, meravigliata di se stessa ... Non le pare più di ballare col maestro, ma di essere tutt'uno con musica e ballerino ...
Più tardi, il gruppetto di amici si trova sull' Avenida presso l'obelisco, poi infila una stradina piena di traffico dirigendosi verso il Cafè IdeaI. Già visto da fuori, l'edificio con le sue decorazioni inizio novecento fa pensare ai vecchi tempi. Entrando poi, sembra proprio' di ritornare a ritroso di un secolo.
Marisella fa un ballo con uno dei compagni. Si aggrega poi a loro un giovane coreano conosciuto durante una delle serate, il quale a sua volta la invita. A un tavolo vicino una pittrice, che sta schizzando su un blocco, li sta osservando. Tornati al posto, mentre Mariseìla sta conversando col suo ballerino, l'artista si alza e si avvicina a loro. Ella chiede al coreano e a Marisella di ballare ancora per lei, poiché li vuole ritrarre. Più tardi Marisella viene- invitata da un argentino piuttosto panciuto, il quale comunque si muove con grande eleganza.
Dopo la Milonga, così vengono chiamati tanto i locali che le serate di ballo, il nostro gruppetto decide di andare a mangiare un boccone. Ed eccoli seduti a un tavolo posato sull'angolo di un marciapiede accanto a un grill dove stanno abbrustolendo cosce di pollo, bistecche e salsicce. Con la carne vengono servite delle grandi ciotole di insalata verde con pomodori. Ed ecco arrivare ed unirsi a loro anche El Indio con una sua allieva. Com' è contenta Marisella di poter partecipare all'animata conversazione grazie alla preparazione avuta da Margarita!
Non si balla comunque soltanto nei locali, durante una calda serata si partecipa pure ad un ballo all'aperto, organizzato su un grande piazzale.
Tuttavia non si sta sempre in città, un giorno ci si rilassa con una gita in barca lungo i canali della riserva naturale del "Tigre".
Ritornata, Marisella frequenta ora spesso le 4 “Milonghe" che vengono organizzate ogni tanto pure da noi. Infatti anche nell'elegantissima sala del Grand-Hotel, con i suoi stucchi e le volte affrescate, si respira l'aria di una volta. E già Marisella ha trovato un ballerino col quale volteggia in un vals, appartenente pure al repertorio. Durante un intermezzo una coppia di professionisti, dopo un tango molto figurato si esibisce in un vivace ballo dal quale deriva il nome di milonga.
Durante 111 prossima visita alla signora Margarita, Marisella le racconta tutta raggiante, che il viaggio in Argentina sembra averle portato fortuna, perché ora non si sente più così sola, anche perché ha stretto delle nuove amicizie con alcune compagne di viaggio ..
Marisella, facendo la spesa al supermercato, incontra per caso Fabrizio, il ballerino che l'aveva invitata per primo durante la serata al Grand Hotel. Quello la riconosce subito e la saluta in modo molto cordiale, poi soggiunge: Devo far le spese perché oggi arrivano i miei figli. Sai, sono divorziato, i bambini stanno dalla madre, ma ogni volta che le sono scomodi li rifila a me ... non che non li voglio, ma sai, non sempre si ha tempo .. , ma vieni che ti offro un caffè, poi ti spiego.-
Il giovane dai bei capelli neri e gli occhi espressivi, ha un fare gentile che le ispira fiducia, ed ella accetta con piacere.
Seduti al tavolino Fabrizio continua:
-Sai, quella si è trovata un tipo che non tollera i bambini, dice che gli dà fastidio vederseli in giro perchè vuole stare da solo con lei, e così, quando arriva il "signor lombrico" come lo chiamano loro, (io lo chiamerei "verme") devono sloggiare, e se al momento non sono disposto a prenderli e non possono venir rifilati a qualche vicino, vengono semplicemente buttati in strada. Capirai che questa storia non mi va, preferirei tenermeli sempre con me, ma come faccio? Il mio lavoro mi prende troppo, a volte mi tocca lavorare perfino di domenica-
Oh, se vuoi, qualche volta potrei tenerteli io.-
Fabrizio la guarda meravigliato: Marisella non è più la donna dagli occhi spenti e il fare stanco, ha lo sguardo vivace e ora accompagna le sue parole con il più bel sorriso. Così lui le risponde: -Come sei gentile, hai l'aria così dolce che te li lascerei volentieri, ma sono piccoli, sai, la bimba ha quattro anni, il bimbo ne ha sei, dovrebbero prima conoscerti, dovremmo portarli fuori una volta insieme.
Ed eccoli correre tutti insieme in mezzo a un prato fiorito. La piccola Lillina coglie un mazzetta che porge a Marisella. Poi, durante il pick-nick, Marisella spalma i panini per tutti.
-Tu li fai più buoni i panini che la mamma!- esclama il piccolo Gerri.
Un altro giorno Marisella e i due bambini, mentre stanno passeggiando lungo il lago, si divertono a buttare dei resti di pane alle anatre. Poi la ragazza li porta al parco- giochi. Lillina sull'altalena chiede alla sua nuova amica di spingerla, ed eccola volare in alto verso il cielo.
La sera Fabrizio arriva a casa di Marisella per riprendersi i figlioletti.
- Volete restare a cena con me?- viene spontanea la proposta a Marisella.
-Si, si] ~ gridano entusiasti i bambini prima che Fabrizio facesse in tempo ad aprir bocca.
Ed eccoli seduti tutti quanti intorno alla modesta tavola di Marisella, mentre prendono d'assalto dei bei piatti ricolmi di spaghetti. Poi il piccolo Gerri sbotta:
-Perché non vieni a stare con noi?-
E Fabrizio:
-Mi hai tolto la parola di bocca ... - poi rivolgendosi a Marisella:
- Volevo chiedertelo io, ma non sapevo come dirtelo ... a volte i bambini sono meno complicati di noi..-
-Beh, allora chiedimi- fa Marisella con aria complice, e Fabrizio, con fare cerimonioso:
- Vorresti venire a stare con noi , di modo che possiamo essere tutti una famiglia?-
- Volentieri, risponde Marisella con semplicità. Al che i bambini saltano su con: - Yuppi! Wau! Evviva! e le si buttano al collo. Marisella si alza per abbracciarli, e lo stesso fa pure Fabrizio. Li lasciamo così tutti uniti in questo grande gioioso abbraccio.
Elette Benazzi
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